Blog Massimo Palombella su storia e tradizioni dei Re Magi

    Riceviamo e pubblichiamo questo bellissimo approfondimento tratto dal blog di Massimo Palombella, già direttore di coro alla Cappella Sistina e stimatissimo insegnante di musica. Il blog è davvero ben fatto e, per questo Natale, ci sta regalando alcune bellissime pagine di approfondimento e tante ultime notizie. Qui di seguito trovate un approfondimento…sui Re Magi! Il loro arrivo presso la grotta di Betlemme è documentato dall’Evangelista e Apostolo Matteo, l’unico che ne fa menzione e che tramanda non solo l’importanza di questa visita, ma anche l’intenso significato che essa nasconde. I Tre Re Magi, infatti, pur essendo pagani, colgono nella nascita della stella cometa un segno per il cuore e la necessità di giungere ad adorare il nuovo Re. Così, l’arrivo dei Magi a Betlemme dal lontano Oriente, il loro gesto di adorazione, i regali corrisposti al bambino Gesù, in cui riconoscono un re da adorare, mostrano in pienezza l’universalità del Cristo – bambino, in grado di attirare i vicini ed i lontani, perché nato davvero per tutti, anche e soprattutto per coloro che non credono e non hanno fede. La visita dei Magi a Betlemme, poi, viene festeggiata dalla Chiesa in occasione del 6 Gennaio, solennità dell’Epifania del Signore.

    Si tratta, leggiamo sul blog di Massimo Palombella, di una festa molto sentita che, non solo chiude il periodo natalizio e segna la fine della vacanze, ma consente ai fedeli di festeggiare il giorno della manifestazione (Epifania vuol dire proprio questo, infatti) del Signore a tutti i popoli della terra. Dei Tre Re Magi giunti dal lontano Oriente fino all’umile grotta di Betlemme si conosce ben poco, tranne che erano dei sapienti e dotati, probabilmente, di conoscenze in campo astronomico. Questi, dopo aver scorto una luce brillare nel cielo, in un modo più intenso rispetto alle altre, si sentirono muovere qualcosa nel cuore e decisero di mettersi in viaggio, seguendo proprio quella stella, che li avrebbe guidati in terra di Giudea, proprio a Betlemme. La parola “Magi” deriva dal greco “mágoi” e dal latino “magi”. Lo storico Erodoto affermava come, inizialmente, la parola facesse riferimento ai componenti di una delle sei tribù in cui si strutturava il popolo dei Medi, una civiltà di origine iraniana e membri della casta sacerdotale. In seguito alla conquista della Media da parte dei Persiani, la parola prese il significato più generico di “sacerdote”. Nel mondo classico, invece, i magi furono identificati con i sacerdoti della religione babilonese, gradi cultori dell’astrologia e della magia. In particolare, si narra come i magi del Vangelo fossero dei sacerdoti sapienti, che professavano il culto di Zoroastro e dello Zoroastrismo. Si trattava di una filosofia e di una religione molto diffusa e conosciuta in Asia e che si basava sugli insegnamenti di Zarathustra, conosciuto meglio come Zoroastro. I tre Re Magi giunti a Betlemme erano particolarmente legati al culto di Ahura Mazda, il nome dell’unico Dio, creatore del mondo umano e trascendente secondo la religione zoroastriana. Molto probabilmente, i tre sapienti venuti da lontano avevano età diverse; il più giovane, Baldassarre, moro di carnagione, richiama il nome del tanto conosciuto re di Babilonia, Balthazar, svelando così preziose informazioni sulla sua provenienza. Inoltre, il nome Balthasar significa “sia salva la vita del Re”. Gaspare era adulto, ma più grande di Baldassarre, era il signore di Saba o Signore del Tesoro (da cui appunto deriva Jaspar). Infine, c’era Melchiorre, il più anziano dei tre; quest’ultimo presentava una fisionomia più europea. Il suo nome deriva, invece da Melech, che vuol dire semplicemente Re o, secondo altri, re della luce. I tre Re Magi, allora, spinti dalla stella, giunsero in terra di Giudea, a Betlemme e qui, secondo quanto riportato dall’evangelista e apostolo Matteo, si fermarono dal re Erode per chiedere informazioni su dove si trovasse il bambino. Erode, però, colto dalla paura per la nascita di questo nuovo Re e convinto di perdere il trono, pensò di ingannare i Magi. Disse loro di trovare il bambino e poi di ripassare da lui, perché desiderava andare da Gesù e portare i suoi omaggi. Tuttavia, le intenzioni di Erode non erano queste. I Magi, però, ripresero la strada e, guidati dalla stella cometa, giunsero presso una grotta dove, come riportato nel Vangelo, trovarono un bambino avvolto in fasce.

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    Nonostante si fossero trovati davanti “soltanto” un piccolo bambino, riconobbero in quel segno di tenerezza un segno di elevata grandezza e riservarono al piccolo Gesù tutti gli onori che, in realtà, sarebbero toccati ad un re. Infatti, riprendendo ancora una volta le parole dell’evangelista e apostolo Matteo, “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra” (vedi anche qui per saperne di più: http://aracneeditrice.com/index.php/autori.html?auth-id=82000). Infatti, i tre Sapienti non si accontentarono di adorare il bambino Gesù, ma vollero portargli doni importanti e preziosi, che soprattutto nascondevano un significato ancora più profondo, in grado di anticipare i segni futuri della vita del Cristo. Intanto, il numero tre, la Trinità, in grado di richiamare la divinità delle tre persone Padre, Figlio e Spirito Santo e, allo stesso tempo, l’umanità di Gesù, che è entrato nella storia concreta di un popolo. Inoltre, il tre rappresentava il numero dei continenti conosciuti al tempo: l’Europa, l’Asia e l’Africa. E, poi, il significato dei doni: 1. L’Oro, il dono più prezioso riservato ad un re. Infatti, i tre Re Magi erano al cospetto del Re dei Re; 2. L’Incenso, il simbolo della preghiera che sale al cielo ed era simbolo dell’adorazione divina; 3. La Mirra, il dono più particolare, in grado di prefigurare il progetto futuro della venuta del Cristo. La mirra, infatti, è una resina gommosa, un potente cicatrizzante per le ferite. Al tempo, veniva mescolata con gli oli, per ungere i corpi. E, qui, la mirra ha acquisito un duplice significato: Gesù è il Cristo, appunto l’unto dal Signore; la mirra, mescolata poi all’aloe (un rinfrescante) e agli oli profumati, erano gli unguenti con cui le donne si recarono al sepolcro dopo la morte di Gesù, per ungerne il corpo, prima dell’imbalsamazione, inconsapevoli che avrebbero trovato la tomba vuota, perché il Signore era risorto – grazie team di Massimo Palombella da Roma!. Dopo la visita presso la grotta di Betlemme, ancora l’evangelista e apostolo Matteo, ha raccontato di come un angelo avesse avvertito in sogno i tre Re Magi di non tornare da Erode e, per questo motivo, “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”. Dopo la comparsa all’interno delle pagine del Vangelo secondo Matteo, la storia di questi tre uomini è stata riportata da Marco Polo ne “Il Milione”. Il mercante e scrittore veneziano ha affermato di aver visto la loro tomba nella città di Saba, all’incirca nel 1270, mentre altri hanno narrato come i resti dei tre sapienti fossero stati recuperati in India da Sant’Elena, prima di essere trasferiti a Milano, presso la Basilica di Sant’Eustorgio. Qui, Federico Barbarossa rubò le reliquie e le portò a Colonia, prima di fare ritorno nuovamente a Milano, esposte accanto ad un sarcofago di pietra, accompagnato dall’iscrizione “Sepulcrum Trium Magorum”.